Ted

Come hanno fatto i produttori a far prendere vita in modo così realistico l’orsetto Ted? Intanto cosè Ted?
Ted si colloca nel genere delle animation comedy (uscito nelle sale italiane l’inverno scorso), un misto di live-action e animazione in Computer Graphic. Il creatore di questo film d’animazione è Seth MacFarlane, autore de ‘I Griffin‘ ed ‘American Dad’, che prova quindi a buttarsi nel cinema.

Il film racconta la storia di John Bennett, un uomo adulto che, in seguito all’esaudirsi di un innocente desiderio infantile, ha portato in vita il suo caro orsacchiotto di peluche. Quasi 30 anni dopo, la favola ha raggiunto livelli inaspettati. Ted è riluttante a lasciare l’ormai cresciuto John, senza contare l’avversione che prova la paziente fidanzata di John, Lori Collins.
Inoltre la situazione è resa più grave dal vicolo cieco in cui si trova la carriera di John e dal suo trascorrere i giorni fumando erba e bevendo birra insieme a Ted. Quando John capisce di dover affrontare quella cosa chiamata età adulta, sarà proprio l’inaspettato aiuto del suo giocattolo d’infanzia a trasformarlo da uomo bambino a uomo maturo.

Per chi ha visto il film non può non aver fatto caso alla realicità con cui è riprodotto l’orsetto Ted. Il produttore Jason Clark riferisce: “Dal momento che Ted, fino al lavoro in post-produzione, rimane una entità…astratta per gli attori, abbiamo dovuto creare una serie di ‘passaggi’ e riferimenti che ci sarebbero poi serviti in postproduzione. In primo luogo abbiamo posizionato un orso di peluche nelle posizioni che richiedeva il personaggio di Ted, per aiutare gli attori a trovare la giusta localizzazione di Ted nelle scene che giravano. Questo ha aiutato a capire cosa i loro personaggi vedevano e dove tenere lo sguardo”.

Jason Clark, veterano della motion capture, è stato d’aiuto nella supervisione della produzione in una performance di altissimo livello per una commedia. Clack attraverso una sua società
ha creato una tecnologia unica chiamata Moven, che consiste in una tuta con delle cinghie che si possono porre direttamente sugli abiti di tutti i giorni, le quali poi riproducono i movimenti al PC.

“Dopo di che abbiamo messo in scena uno strumento che desse dei riferimenti agli attori sullo sguardo di Ted (in sostanza un bastoncino con attaccati due punti che rappresentavano gli occhi di Ted) in modo potessero guardare nella direzione giusta senza avere poi discrepanze in post-produzione”, continua il produttore. “In quel momento, Seth era fuori camera e trasmetteva attraverso la tuta Moven delle radiofrequenze, che passando attraverso dei micro sensori posti su di lui, riuscivano a dare le perfetta posizione su dove si sarebbe trovato Ted sul set, invece di utilizzare un gran numero di camere per filmare. Inoltre la sua voce è stata registrata tradizionalmente, attraverso i microfoni, nello stesso spazio e tempo in cui gli attori recitavano, per ottenere un risultato il più realistico e veritiero possibile”.

Clark descrive un terzo ‘passaggio’: “Grazie all’uso di una particola telecamera, ci ha permesso di scattare fotografie a 360° del set dando un riferimento digitale perfettamente integrato nel sistema di illuminazione scenica e nella geografia 3D degli spazi. L’abbiamo usata in ogni scena in cui compare l’orso. Si tratta di riprese del set senza attori di due minuti ciascuna, che hanno fornito una registrazione utilissima per le squadre degli animatori, che in seguito avrebbero dovuto creare l’orso e avere un’idea delle luci e ombre sulla scena. Questo passaggio ha permesso agli animatori di creare sempre la giusta illuminazione dell’orso sul set”.
Questo ha inoltre permesso a Ted una perfetta interazione ‘fisica’ sul set visto che i vari oggetti potevano essere modificati senza interferenze in post-produzione.

Un applauso anche ai vari attori che si sono trovati a recitare molte volte con un pupazzo di peluche o semplicemente…con l’aria!