Iniziamo subito con il dire che l’immagine sovrastante si riferisce alla copertina del nuovo numero di Aprile di 365mountainbike. A fondo pagina potete visionare la preview del numero cliccando appunto sulla copertina.

warning: linguaggio tecnico ‘biker style’

In questo ultimo mese ho fatto dei piacevoli soggiorni in posti non troppo lontani ma diversi tra loro: Sestri Levante, Montecreto e Kojsko (Slovenia) e ho avuto la conferma di un atteggiamento di noi Italiani che ci contraddistingue, cioè l’essere “fighetti” (non è una cosa negativa, continuare con la lettura).


Montecreto dall’alto, sede del Funky Day (20/21 Giugno)

In Slovenia questa situazione è apparsa molto chiara quando siamo saliti in cima ad una vetta ai confini con l’Italia (poco fuori Trieste): immaginatevi una salita di 7/8km, ben pedalabile, che porta a oltre 1000m di altezza con uno scenario splendido e un bel rifugio a conclusione della salita. Situazione ideale per prendere la bici il fine settimana, arrivare su, mangiare qualcosa e tornare di ritorno.


Visuale su Aidussina (Slovenia)

Beh, ho visto delle bici che definire da supermercato è un complimento: Pininfarina (ve la ricordate la MTB tutta verde in vendita con i punti della ESSO?), mtb con 7 rapporti e chi più ne ha più ne metta. In sella a queste bici c’erano solo biker Sloveni mentre i pochi Italiani che si vedevano erano in sella a mezzi di tutto rispetto. Noi Italiani ci pensiamo bene prima di avventurarci su di un simile dislivello, o praticare attività sportiva, con delle bici del genere: o abbiamo una bici discreta/ben tirata o altrimenti ce ne stiamo a casa. Questo fatto comunque non è propriamente un grosso difetto visto che anche io ci penserei 1000 volte prima di buttarmi in discesa con una Pininfarina rigida, sia per la sicurezza che per il divertimento… e poi, lasciatemelo dire, un po’ di stile ci vuole in bici! Eloquente il commento del maestro MTB Sloveno che ci accompagnava:”Molti Italiani li vedi su Hardtail da 2000€ in su e poi spesso scendono dalla strada forestale senza avventurarsi nei sentieri più tecnici. Siete dei fighetti!” Ma per fortuna ci sono delle eccezioni alla regola.

Altro fatto è la gita definita ‘molto tecnica’ da un biker Sloveno che ci ha portato letteralmente giù da un dirupo: classico sentiero alpinistico ma da fare a piedi, con tornantini a 90° su sasso e magari anche uno strapiombo sul lato a condire il tutto. Io ho fatto più della metà a piedi, anche perché non avevo ancora con me la tessera di Dolomity Emergency e quindi in caso di arrivo dell’elisoccorso avrei dovuto pagare il recupero (si scherza…). Il nome del biker da strapazzo era Zlatko Sofric e cercando il suo nome su internet non si trova nessuna informazione!! In varie mie trasferte non ho mai visto un atleta così in gamba (e pazzo) su di un sentiero che avrebbe fatto scendere più di un PRO. Eppure lui è contento così, gira in bici e si diverte, senza scattare foto, senza taggarsi su Instagram… in Italia uno con una simile tecnica di guida avrebbe sicuramente migliaia di video, sito internet, account twitter, pagina facebook, profilo google+ e Instagram! (ma anche con pieno diritto aggiungo io). Lui invece no, per sapere chi era abbiamo dovuto chiedere ai suoi amici. L’immagine qui sotto è eloquente e vi dico che il tipo in questione è riuscito a chiudere la curva in sella alla sua MTB!! Fantascienza! E visto che ci siamo… buona PASQUA!


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