Aitor Multimedia
Scusate il titolo aggressivo ma d’altronde sul web funziona così. Se come titolo scrivessi:”a me non mi piace molto la musica commerciale ma preferisco altro”, oltre ad aver fatto un grave errore grammaticale, la gente non verrebbe attratta. Quindi ecco che scrivo:”Odio la musica commerciale! Il nome di chi odio è…”

…e come ogni link ‘attira click’ che si rispetti poi la risposta non c’è. Quindi inizio così il mio monologo. Oggi è Sabato e, come un po’ tutti, mi sento più rilassato: attività sportiva mattutina (di solito giù per le montagne con la mia MTB) e poi, nel pomeriggio, esce spesso la mia indole da giornalista “nerd” che ha voglia di scrivere qualcosa e poi si perde in discorsi più grandi di lui.

Non sono uno snob della musica, cioè che ama far vedere che segue questo o quel determinato artista solo perché ha successo negli ambienti più underground del web; e non sono un musicista, che magari ce l’ha con la società solo perché i vari artisti Pop fanno carriera e lui non arriva a pagarsi gli strumenti. Sono solo una persona che cerca di ascoltare della buona musica, musica di qualità, non fermandomi all’apparenza ma cercando almeno di capire il senso dei testi delle canzoni.

snob musica

E che c’entra in tutto questo la musica commerciale? C’entra perché produce materiale spazzatura che deve per forza di cose capitalizzare: crea dei prodotti che devono piacere subito alla società, proprio come l’esempio dei titoli attira click, con musiche che dopo 2 giorni stancano ma che tanto alla massa non “gliene può fregar di meno”, tanto dopo 2 giorni ci sarà un’altra hit di Justin Bieber in radio e via di questo passo. Ah! A proposito di Bieber: ho cercato di capire il perché sta avendo un così grande successo e quindi ho sfidato il destino ascoltando alcune delle sue HIT: i 10 minuti peggiori della mia vita ma, ahimè, non sono serviti per farmi capire il reale motivo che porta una persona, musicalmente parlando, ad ascoltare le sue canzoni.

Arrivato poi però a una delle sue ultime HIT (Sorry), quasi quasi ci ripenso: bella melodia e un testo un pelino struggente… good Job! Poi guardo il video e all’attacco del ritornello, che recita più o meno come un “E’ troppo tardi per chiedere scusa? Si ti ho delusa ma è troppo tardi per dire che mi dispiace?” e all’arrivo di un ulteriore “Scusa scusa” ecco che nel video parte una ballata sexy di un gruppo di teenager… grande coerenza tra testo e musica! 🙄


Ma ecco semplicemente perché la musica commerciale, nel vero senso del termine, è da disprezzare:
1. I testi sono banali o estremisti
Quello che salta più all’occhio, o meglio all’orecchio, e la povertà dei contenuti e del testo: si passa da testi banalissimi (‘Dammi tre parole: Sole, cuore, amore‘) a messaggi estremisti che vedono sempre la donna catalogata come una troia in cerca di soldi, l’amore per il prossimo non esiste e conta solo essere furbi: macchinoni, gnocca e Tac, sei in Pole Position! Non sono un uomo casa e chiesa, anzi, ma per capire cosa voglio dire basta che guardiate per un’ora MTV e capirete. Se dovessi stare incollato tutto il giorno davanti alla TV a guardare certe cose… cazzo che uomo dai grandi valori sarei! 🙄

2. E’ ripetitiva
Per arrivare a colpire lo spettatore, la melodia deve essere fin da subito orecchiabile: altro che virtuosismi o altro, basta un bel ‘Asereje‘ ben fatto, un ‘La La La‘ ben distribuito e può avere successo se lanciato da una nota casa discografica. E tutti ad ascoltarla non sapendo, nemmeno nel nostro inconscio, che stiamo ascoltando un vero e proprio attacco alla musica! 😮

3. Non esprime l’artista
Succede spesso che artisti di talento, appena arrivano ad essere supportati da note case discografiche, perdono la loro creatività e cominciano a sfornare la solita HIT orecchiabile, senza infamia e senza lode. 😐


Comunque la mia mente è aperta e se Shakira dovesse produrre un gran pezzo perché non ascoltarlo e magari reputarlo migliore di ‘Bohemian Rhapsody‘ del grande Freddie? (ok dai non esageriamo ma passi il concetto).


In poche parole, se non si è capito, io disapprovo la Musica Commerciale! Cerchiamo di fare uno piccolo sforzo, cioè volare leggermente più in alto in modo da lasciare tutti gli altri nella nebbia e trovarci in un mondo dove l’aria è più fresca e limpida! 

Alla mia pagina Facebook ho cominciato a caricare qualche chicca musicale sotto l’hashtag ‪#‎noCommercialMusic‬… “se volì seguirme fasì pure” (trad. se volete seguirmi fate pure). Ecco qui di seguito la musica che ha aperto questa rubrica, gli Heartless Bastards, un gruppo Americano di Cincinnati.